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Nodo di Castrignano de’ Greci
opera di Federico Rizzo
29 dicembre 2025, ore 18:30
Kora – Centro del Contemporaneo
Castrignano de’ Greci (LE)
Memorie dal Sottosuolo è un’installazione sonora commestibile che restituisce alla memoria collettiva il sottosuolo della Grecìa Salentina: un sistema di spazi ipogei — cave, trappeti, falde d’acqua — un tempo profondamente integrati nella vita produttiva, sociale e culturale del territorio, oggi in gran parte inaccessibili e dimenticati.
L’opera è il risultato della residenza artistica di Federico Rizzo, parte del programma Unwritten Memories, promosso da Ramdom APS nell’ambito dell’Avviso per residenze artistiche di arte contemporanea in Puglia 2025. Il programma culmina con il lavoro di Rizzo, dopo le residenze degli artisti Nikola Filipović e Sunaina Talreja.
Durante la residenza a Castrignano de’ Greci, Federico Rizzo ha condotto una serie di laboratori di esplorazione vocale e sonora aperti alla comunità, invitando i partecipanti a dare voce alla dimensione nascosta del territorio. Attraverso pratiche di ascolto, gioco e sperimentazione libera, sono stati esplorati suoni arcaici, grottali e immaginari, ispirati alle cavità sotterranee, alle acque invisibili e alle memorie profonde della Grecìa Salentina.
Da questo processo condiviso è nata una partitura sonora collettiva, che costituisce il cuore dell’opera e accompagna la cena immersiva finale.
Nella Grecìa Salentina, il sottosuolo — un tempo vissuto come luogo di estrazione di risorse in modo capillare nel tessuto cittadino — è oggi in gran parte dimenticato. Con la perdita di accesso a spazi ipogei come cave e trappeti, le storie di chi vi lavorava e viveva sopravvivono soprattutto attraverso racconti orali, frammentati e mitizzati.
Memorie dal Sottosuolo restituisce l’ipogeo come habitat vivo nella memoria collettiva, attraverso un’installazione sonora commestibile.
Il progetto indaga la relazione storica tra il territorio salentino e i suoi spazi ipogei, un tempo infrastrutture produttive diffuse e integrate nel paesaggio urbano e rurale. Cave e trappeti costituivano una presenza invisibile ma essenziale, capace di modellare economie, relazioni sociali e forme dell’abitare.
Con la progressiva perdita di accesso fisico e simbolico a questi luoghi, le esperienze di lavoro e di vita ad essi connesse sopravvivono come memorie orali. Attraverso un’installazione commestibile, il sottosuolo viene restituito come sistema vivo e dinamico, in cui elementi naturali e sociali si intrecciano.
Ogni componente dell’habitat ipogeo è tradotta in un alimento simbolico per la comunità locale:
L’opera attiva così una riflessione sul cibo come dispositivo di memoria e sul sottosuolo come spazio politico e culturale.
Le pietanze rendono omaggio alla stratigrafia del sottosuolo, composta da diversi orizzonti di materiali — pietra, humus, radici, terra.
La serata si configura come un buffet sperimentale, in cui ogni elemento viene servito su vere pietre raccolte in aree carsiche nei dintorni di Cutrofiano.
La restituzione prende forma come un’installazione sonora commestibile, accompagnata da un simposio aperto alla partecipazione del pubblico. Un momento conviviale dedicato alla condivisione di sensazioni, memorie e saperi legati alle tradizioni del sottosuolo.
Successivamente, l’opera verrà trasferita presso il Museo della Ceramica di Cutrofiano, sede del Nodo Galattica, dove sarà visitabile per un anno.
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