Un festival del Jazz a Triggiano

Un viaggio di crescita e scoperta per i giovani, tra musica e nuove opportunità in provincia di Bari.

Redazione Galattica

07 nov 2024

Dal 25 al 27 ottobre 2024, presso la “Casa della Cultura Rocco Dicillo” di Triggiano (BA), ha avuto luogo la prima edizione del Festival del Jazz.

L’evento, pensato e realizzato dal Cooperform Puglia con il Comune di Triggiano e con il supporto tecnico e specialistico dell’associazione culturale InChiaro, nell’ambito di Galattica, ha rappresentato un’occasione unica per promuovere il territorio e offrire ai giovani l’opportunità di immergersi in esperienze culturali di alto livello.

La scelta del jazz non è stata casuale: questo genere musicale, nato dall’incontro di diverse culture e dalla fusione di suoni e storie, è un simbolo di libertà e dialogo, di costruzione collettiva e scoperta individuale. Nel jazz, ogni strumento ha la sua voce, ogni musicista il suo spazio per esprimersi, ma è l’insieme a creare l’armonia. È proprio questa caratteristica che lo rende un potente strumento educativo per i giovani: attraverso il jazz, si impara che l’unicità di ciascuno arricchisce il gruppo, che la diversità crea bellezza, e che insieme si può dare vita a qualcosa di più grande.

Il laboratorio gratuito, distribuito su tre giornate per un totale di nove ore, ha accolto numerosi ragazzi curiosi e desiderosi di esplorare nuove prospettive. Il percorso è iniziato venerdì 25 con un’immersione nelle radici storiche e culturali del jazz, raccontando come questo genere sia nato e si sia evoluto dal 1900 in poi. Sabato 26, il focus si è spostato sulla figura leggendaria di Miles Davis, simbolo di rivoluzione e innovazione nel jazz, il cui stile ha affascinato e ispirato i partecipanti. La giornata conclusiva di domenica 27 ha visto i giovani protagonisti in prima persona: hanno creato insieme una composizione collettiva, esplorando polifonie e poliritmie in un’attività che ha suscitato entusiasmo e ha dato vita a un’energia vibrante e condivisa.
Il jazz ha offerto loro una metafora potente della realtà sociale: così come in una jam session ognuno contribuisce con la propria “voce”, ascoltando e dialogando con gli altri, anche nella vita ognuno è chiamato a fare la sua parte, a esprimere le proprie idee, a valorizzare l’incontro con l’altro. I ragazzi hanno così scoperto non solo una musica affascinante ma anche un modo nuovo di vedere il mondo, dove la creatività e il rispetto reciproco diventano fondamenta per una società inclusiva e armoniosa.

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Festival del Jazz

Le serate del festival sono state arricchite dai concerti di artisti di spicco della scena jazz nazionale e internazionale: venerdì sera ha aperto il festival il quartetto guidato da Lorenzo Simoni, seguito sabato dal trio di Domenico Sanna e domenica dall’Endless Trio di Alessandro Campobasso. Ogni performance ha regalato emozioni profonde, e il pubblico ha accolto il festival con entusiasmo, dimostrato dall’alta partecipazione.

    Per i giovani, il laboratorio è stato molto più che un’introduzione alla musica. Ha rappresentato un percorso di crescita personale e collettiva, un’opportunità per scoprire quanto il jazz, con la sua straordinaria capacità di adattarsi e trasformarsi, sia una lezione di vita che invita a essere se stessi pur trovando un equilibrio con gli altri. La musica ha acceso in loro una nuova curiosità, facendo riscoprire la bellezza dell’ascolto reciproco e la forza dell’unione.

    Il jazz, con la sua capacità di adattarsi ed evolversi, è riuscito a toccare i cuori di tutti i presenti, dimostrando ancora una volta di essere molto più che un genere musicale: è un linguaggio universale, che parla di libertà e creatività e invita ciascuno di noi a esplorarne le infinite sfaccettature. Questo festival ha insegnato che, come nel jazz, la vera bellezza sta nella diversità e nella connessione, e che ogni nota, come ogni persona, contribuisce a creare l’armonia del tutto.

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