Mappa delle opportunità: idee e proposte dei giovani per il territorio
Redazione Galattica
Opportunità e idee sul territorio di Carapelle
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Lunedì 16 Marzo 2026, nel nodo Galattica di Cisternino
Grazie alla collaborazione della dottoressa Loredana Simeone si è parlato di neuroscienze, soprattutto in funzione dell’apprendimento nei bambini e di come ognuno di noi abbia un canale preferenziale nell’assimilare informazioni.
Alcuni si affidano più alla vista, altri all’udito o addirittura al tatto: non esiste un modo giusto per imparare e ricordare. Magari alcuni di voi, quando cercano di ricordare qualcosa di specifico, alzano gli occhi come per rivedere delle immagini; mentre altri hanno bisogno di tenere in mano oggetti o di toccare qualcosa. Provate a farci caso, la prossima volta!

Durante l’esposizione del materiale sono sorte domande riguardo a comportamenti “giusti” o “sbagliati” dei bambini (sempre sul tema proposto) e a come correggerli ma, stando alla dottoressa – ed escludendo eventuali situazioni di disagio che potrebbero richiedere l’intervento diretto di un professionista e che non possono trovare risposta in un semplice seminario – ogni bambino dovrebbe essere in grado di gestire le proprie emozioni nel modo che gli è più congeniale. Fermo restando che alcune azioni, come rompere penne e matite o rovinare i propri abiti siano azioni che potrebbero sicuramente essere reindirizzate, non sono di per sé sbagliate e non costituiscono automaticamente un segnale d’allarme.

È quindi importante per i genitori quanto per gli insegnanti conoscere queste tematiche e dare ai propri figli o alunni modo di esprimersi come preferiscono, nei limiti del possibile. Se vostro figlio preferisce studiare camminando avanti e indietro o il vostro alunno si sente più tranquillo piegando le pagine di un libro o di un quaderno, lasciatelo fare!

Martedì 17 Marzo 2026, in collaborazione con l’Istituto Salesiano di Cisternino
Il professor Franco Chialà, la dottoressa Daniela Pantaleo e Dario Lacitignola hanno unito le loro conoscenze per dare vita ad un evento unico, incentrato sull’utilizzo dei sensi e di come essi possano portare alla mente ricordi o sensazioni perdute da tempo. Per fare ciò, tutti i partecipanti sono stati bendati ed è stato chiesto loro di prendere parte ad un percorso sensoriale, affinando il loro senso dell’olfatto, poi del tatto e infine del gusto – un percorso cominciato e terminato con la terra, perchè è da lì che tutto nasce e poi ritorna.

Nessuno dei presenti sapeva cosa aspettarsi, e sicuramente non è stato facile essere guidati senza poter utilizzare la vista eppure molti, dopo aver rimosso la benda, hanno affermato di aver apprezzato quell’esperienza.
Numerose sono state le testimonianze di ricordi affiorati dopo aver sentito odori familiari, fin troppo quotidiani, che hanno però acquisito nuova forma grazie a questa esperienza.
Qualcuno parlava del tempo trascorso con i nonni, chi dei tempi in cui era ancora una giovane madre, chi di un passato ormai quasi dimenticato di tempi che furono. Storie a tratti emozionanti, che hanno confermato la riuscita di questo incontro.
Speriamo davvero che coloro che erano lì quella sera abbiano riscoperto il potere dei loro sensi e che condividano l’esperienza con altri!

Giovedì 19 Marzo 2026, in collaborazione con la biblioteca comunale “Tommaso Fiore”
Non serve essere genitori o educatori per avere a che fare con i bambini: basta essere cugini, zii, avere amici che sono genitori… è più comune di quanto si pensi. E sapere come reagire a determinate circostanze è fondamentale con i propri figli quanto con quelli degli altri.

Basti pensare ai cosiddetti “capricci”: il bambino ci sta solo mettendo alla prova oppure vuole comunicarci qualcosa ma non sa ancora come farlo? Bisogna ricordare che nella fase infantile non si è ancora in grado di riconoscere le proprie emozioni, tantomeno come gestirle. Non si può dare per scontato che loro abbiano già gli strumenti per comunicare in modo efficace, soprattutto se consideriamo che spesso nemmeno gli adulti li hanno!
E quindi, cosa si può fare? Cosa rende l’adulto un “buon co-regolatore”? Ecco alcune buone pratiche per costruire competenze emotive:

Sicuramente ve ne sono molte altre ma queste sono solo alcune che potrebbero aiutarvi in momenti di difficoltà. Ricordate che non c’è nulla di male nel chiedere aiuto!

Sabato 21 marzo 2026, in collaborazione con l’Istituto Salesiano di Cisternino
A condurre l’evento in modo interattivo e coinvolgente per i partecipanti è stato Angelo Formicola, healer e bodywoker, specializzato in tecniche manuali e discipline bioenergetiche. Fondatore di HORUS – Libera Università Etica di Scienze del Benessere, Discipline Olistiche e Arte del Messaggio, che anche grazie alla collaborazione di altri operatori professionisti, ha creato un ponte tra il sapere millenario delle antiche tradizioni terapeutiche e le moderne scienze del benessere.
Le persone che hanno partecipato sono state introdotte ad un nuovo modo di pensare basato sullo studio di neuroscienze e spiritualità applicata, facendosi trasportare dalle parole suggestive e dalla musica di sottofondo atta a far entrare i partecipanti in uno stato di rilassamento e concentrazione profonda. Il seminario è proseguito con la spiegazione più approfondita sulle forme pensiero nella tradizione Egizio-Essena – non a caso la stessa parola “HORUS” rappresenta il simbolo del Sole che sarebbe a paragone, per chi professa la religione cattolica, con Gesù Cristo, e deriva proprio dal mito di Iside e Osiride: uno dei più famosi miti della mitologia egizia!

L’obiettivo principale che Angelo ha voluto trasmettere è di elevare l’arte del benessere ad una vera e propria scienza dell’anima capace di lavorare sui blocchi energetici personali e altresì favorire un profondo equilibrio psicofisico, permettendo al corpo di esprimere e liberare ciò che l’anima porta con sè: un percorso di consapevolezza che unisce mente, corpo e spirito.
Iniziare un percorso che porti alla vera consapevolezza di noi stessi non è facile ma il primo step sarebbe “spogliarsi” delle regole della società, del nostro contesto famigliare, delle regole impostate da quando siamo piccoli e porci una domanda tanto intimidatoria quanto necessaria: “chi sono io in realtà?”

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