Dare fiducia alle nuove generazioni per trasformare le comunità
Un'intervista a YEPP Italia, associazione che promuove la partecipazione giovanile e la cittadinanza attiva, per approfondire il valore dei percorsi che mettono ragazze e ragazzi al centro delle decisioni che riguardano le loro comunità.
Redazione Galattica
17 giu 2026
Come si costruiscono comunità più partecipative? Quali strumenti permettono alle nuove generazioni di incidere realmente sui territori in cui vivono? E cosa serve affinché la partecipazione possa tradursi in un cambiamento concreto e duraturo?
Per approfondire questi temi abbiamo intervistato YEPP Italia, associazione di promozione sociale nata per diffondere metodologie dedicate alla cittadinanza attiva e sostenere la partecipazione delle persone giovani ai processi decisionali che riguardano le comunità in cui vivono.
Attraverso metodologie di progettazione partecipata, il dialogo con i territori e percorsi come le Youth Bank, l’associazione accompagna gruppi giovanili nella realizzazione di iniziative capaci di generare cambiamenti nelle proprie comunità, favorendo il dialogo tra generazioni e una cultura della cittadinanza attiva.
Dalla nascita del metodo YEPP alle sfide attuali della partecipazione, approfondiamo il valore di esperienze che affidano alle persone giovani responsabilità e strumenti per contribuire concretamente alla trasformazione delle proprie comunità.
Quali sono la genesi e la missione del vostro progetto?
La storia di YEPP Italia nasce da una visione precisa dei giovani intesi come portatori di energie, idee, capacità, progressiva autonomia e non destinatari di interventi e portatori di bisogni a indefinita dipendenza. Le parole chiave sono cittadinanza attiva, partecipazione, responsabilità, autonomia. Tutto inizia nel 2001 a livello internazionale, quando il NEF (Network of European Foundations), in collaborazione con l’OCSE e la Libera Università di Berlino, lancia il programma YEPP. L’idea era sperimentare un metodo di innovazione sociale in 10 Paesi europei. In Italia arriva nel 2002 grazie alla Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha scelto di sperimentare il metodo nel nostro Paese. Visti gli ottimi risultati e la crescente necessità di promuovere la cultura della partecipazione attiva giovanile, nel 2011 gli operatori che avevano sperimentato la metodologia in Piemonte e Liguria hanno dato vita all’associazione di promozione sociale YEPP Italia Da allora, lo scopo principale è stato quello di diffondere metodologie per facilitare la cittadinanza attiva, supportando i giovani ad avere voce in capitolo nei processi decisionali locali e contribuendo all’elaborazione di politiche basate sulla partecipazione diretta dei giovani alla vita delle comunità.
YEPP Forlì: iniziativa di sensibilizzazione sui temi delle migrazioni -“The Game sulle tracce di chi migra”, un gioco di società condotto dai volontari dell’associazione giovanile Più ponti meno muri, con 40 partecipanti: una simulazione del movimento dei migranti lungo la rotta balcanica, seguita da testimonianze dei volontari.
Quali sono le sfide affrontate e gli strumenti che hanno favorito il vostro impatto?
Una delle principali sfide con cui ci confrontiamo è rappresentata dal coinvolgimento dei giovani in aree dove ci sono condizioni che non favoriscono la partecipazione: ci sono pochi giovani, pochi servizi, poche opportunità. Sono territori nei quali i giovani dopo le scuole superiori decidono di andare via per costruire il proprio futuro altrove. Impegnativo è anche costruire reti solide con le realtà del territorio che spesso vedono i giovani come portatori di bisogno e non una risorsa. Altrettanto rilevante è riuscire a influenzare le politiche giovanili affinché ci sia davvero un riconoscimento dei giovani nei processi decisionali. La metodologia YEPP prevede un percorso di progettazione partecipata che parte dalla creazione di un gruppo di supporto di giovani, che a partire dall’analisi di contesto definisce e realizza iniziative per coinvolgere altri giovani e il territorio stesso, avendo a disposizione delle risorse. Il percorso prevede il coinvolgimento dell’amministrazione comunale e delle realtà territoriali. Gli strumenti principali includono il dialogo continuo e il passaggio di competenze con particolare attenzione alle tecniche di progettazione e allo sviluppo di reti territoriali. Il percorso si arricchisce attraverso il lavoro di gruppo, opportunità di scambio ed esperienze in contesti europei.
Non tutti i giovani hanno le stesse opportunità di partecipare: quali sono oggi gli ostacoli più grandi che incontrano e come si possono superare davvero, nella vita quotidiana?
Le maggiori difficoltà riguardano la mancanza di tempo, isolamento territoriale, il malessere psicologico, l’iperstimolazione che arriva dai social, il contesto socio culturale e il poco spazio di partecipazione che creano gli adulti. Credo che se riusciamo a creare un sistema sufficientemente flessibile dove i giovani possono partecipare in modo fluido, creando occasioni brevi nelle quali possano sperimentare strumenti partecipativi. E poi importante creare collaborazione con gli istituti scolastici per portare nella scuola la cultura della partecipazione.
Mirafiori Torino – Custodi del quartiere, gruppo di ragazze e ragazzi tra i 17 e i 22 anni che si è costituito a Torino, nel quartiere di Mirafiori Sud, con la missione di attivarsi per valorizzare spazi e comunità del loro territorio. Un tema che sta loro molto a cuore e sul quale si stanno mobilitando è quello della sostenibilità ambientale. Per usare le parole dei ragazzi: “Possiamo e dobbiamo prenderci cura del futuro del pianeta, partendo dal nostro quartiere”.
In esperienze come i progetti nei quartieri o le Youth Bank, i giovani sono chiamati a prendere decisioni reali. Come funziona concretamente una Youth Bank e cosa cambia quando ragazze e ragazzi ricevono fiducia, responsabilità e strumenti per incidere nelle proprie comunità?
Esperienze come la Youth Bank, ma ancor più percorsi partecipativi come i siti locali YEPP e “I custodi del quartiere” consentono ai giovani di progettare e realizzare azioni su temi che per loro sono significativi all’interno della comunità in cui vivono. Ed così che la comunità inizia a riconoscere le potenzialità, le risorse ed energie che i giovani possono mettere a disposizione per portare cambiamenti positivi sui territori. I giovani si sentono finalmente riconosciuti e non depotenziati e questo permette loro di stare meglio dal punto di vista psicologico e non solo sociale. Si crea una maggiore permeabilità tra le generazioni e tra differenti target sociali e culturali.
Molti percorsi di partecipazione richiedono tempo e continuità per funzionare: cosa aiuta davvero i giovani a restare coinvolti e portare avanti le iniziative anche quando l’entusiasmo iniziale cala?
Sono diversi i fattori che concorrono a determinare continuità nell’impegno dei giovani. Il primo si riferisce al tipo di ingaggio. I giovani sperimentano la possibilità di trasformare le proprie idee in qualcosa di concreto. Non è un esercizio, ma è un impegno reale per qualcosa che risponde ad un tema per loro importante. Un altro aspetto rilevante riguarda le relazioni: la condivisione di obiettivi comuni rafforza i legami attraverso il fare insieme e crea un forte senso di appartenenza al gruppo. I percorsi YEPP sono poi un’occasione di crescita personale che i giovani riconoscono e che riguarda l’acquisizione di competenze trasversali e specifiche. Infine non meno rilevante è il riconoscimento da parte delle istituzioni e della comunità che dà valore al tempo investito.
YEPP Acqui Terme – I giovani hanno chiesto e ottenuto dal Comune uno spazio per realizzare il centro giovani che è diventato un luogo di aggregazione dove si svolgono le riunioni di progettazione si realizzano attività culturali. Il gruppo ha deciso di impegnarsi sui temi: sensibilizzazione ambientale, promozione benessere giovani e aggregazione.
Un consiglio o un’ispirazione per le giovani generazioni che operano in territori in trasformazione come il nostro.
Non arrendersi: non è un percorso facile, prevede sicuramente ostacoli, ma lavorando insieme, costruendo relazioni e portando idee nuove con il tempo si vedono i risultati. Bisogna avere pazienza, avere uno sguardo lontano ma costruire a piccoli passi.
Tematiche
Cittadinanza e PartecipazioneFormazioneSostegno alle idee
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